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elmonte
Mezzagno ha una superficie
di ettari 2.946, si trova nella
provincia e nel circondario di Palermo ed è posto a
mt 350 sul livello del mare. E' costruito alla base della
montagna detta Pizzo di Belmonte, da cui trae origine il nome
del paese ed è circondato dalle montagne Bosco, Montagnoli
e Santa Caterina. Si trova a 38°, 64 di latitudine Nord
e a 11° dal meridiano di Parigi. Confina a sud - est ed
est col territorio di Misilmeri, a nord col trrritorio di
Palermo e a sud - ovest coi territori di Altofonte e di Santa
Cristina Gela.
La storia di Belmonte Mezzagno, intesa come comunità
organizzata, ha inizio il 18/04/1752 quando, come abbiamo
già detto prima, Giuseppe Emanuele Ventimiglia chiese
ed ottenne la "licentia populandi", cioè
l'autorizzazione a potere costruire un comune. In verità
qualche anno prima la licentia populandi per potere
costruire Belmonte era stata già richiesta da Marchisio
Afflitto al Re Filippo IV il 22/08/1628, ma questi non riuscì
nell'intento di trasformare il feudo di Belmonte in un paese.
Giuseppe Emanuele Ventimiglia era uno dei personaggi più
influenti della corte di Carlo IIIe successivamente di Ferdinando
di Borbone.
Egli si dedicò personalmente al popolamento di Belmonte.
Dai centri limitrofi al feudo del Minzagno cominciarono ad
arrivare molti contadini desiderosi di ottenere dei terreni
a condizioni più vantagiose rispetto a quelle dove
si trovano.
Il primo insediamento urbano di Belmonte fu il c.d. Baglio.
Non si conosce di preciso il periodo della sua costruzione
certamente esisteva quando Marchisio aveva chiesto la prima
licentia populandi.
La leggenda popolare narra che la sua costruzione sia stata
fatta ad opera degli arabi. Quale che sia l'origine del Baglio,
di certo si sa che attorno ad esso abitavano i contadini censiti
dal sacerdote Grasso intorno al 1750. Secondo tale censimento
la popolazione era composta da 184 persone distribuite in
38 famiglie, distribuite in 7 strade, di cui n. 98 maschi
e n. 86 femmine.
poco distante dal Baglio Giuseppe Emanuele Ventimiglia fece
costruire la Chiesa Madre, completata dopo quattro anni ed
eretta canonicamente il 26/02/1756. Dietro la Chiesa venne
costruito un grande serbatoio d'acqua per il rifornimento
idrico del paese chiamato Stagnone.

el
luglio del 1799 il principe fece costruire la Casina (oggi
ridotta a rudere) al fine di seguire più spesso e più
da vicino la vita del comune. Intanto nello stesso anno Belmonte
ebbe il suo primo sindaco: era mastro Francesco Di Giorgio,
una delle poche persone che, all'epoca, sapeva leggere e scrivere.
accanto al sindaco operava la Corte Capitaniale che comprendeva
oltre ai Capitani che esercitavano funzioni di polizia, anche
i giudici, i giurati e gli ufficiali fiscali. Sono anni che
vedono fiorire in campo religioso le confraternite.
L'otto maggio 1849 segna una tapa fondamentale nella storia
di Belmonte: l'esercito borbone, per rappresaglia distrusse
il paese fucilando in piazza alcuni belmontesi che avevano
partecipato ai moti insurrezionali. Ne conseguì per
per gli abitanti un periodo di profonda miseria durante il
quale l'esistenza stessa del paese venne messa a dura prova.
A poco, a poco, e con grandi sacrifici iniziò l'opera
di ricostruzione del paese.
L'odio nei confronti dei borboni venne fuori con lo sbarco
dei Millle.
Belmonte per la sua posizione strategica vicino alla città
di Palermo fece da supporto fornendo uomini e mezzi per allestire
e mantenere l'accampamento a Gibilrossa oltre che per combattere
gli stessi borboni. L'estate del 1885 mise a dura prova i
nostri concittadini: un epidemia di colera provocò
la morte di oltre novanta persone e solo grazie al'opera incessante
di alcuni medici ed infermieri volontari il bilancio dei morti
non fu ancora più grave. I fasci Siciliani, le due
grandi guerre, il colera del 911 non fecero che accrescere
la miseria della nostra comunità e contribuirono ad
aumentare il fenomeno emigratorio che ha caratterizzato la
storia di Belmonte nei primi decenni del XX secolo.
Negli anni sessanta Belmonte conobbe quello che può
essere definito il "miracolo economico belmontese".
Furono anni in cui al boom nel settore edile vene toccata
dal benessere e dalla prosperità.
Oggi purtroppo quegli anni sono lontani. Belmonte così
come tantissimi comuni siciliani e del Sud dell'Italia vive
in un periodo di grave crisi economica che ha fatto crescere
il fenomeno emigratorio.

scritto da Sandro Follari
con la collaborazione
dell'associazione
Culturale Belmontese
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